Mura Aureliane – Roma – Edicola di Alessandro Magno 

La nostra società è dotata di strumentazione professionale, che è in grado di rilevare differenze di temperatura già a partire da 0,06 °C, e misurare le temperature da – 30 a +650 °C.

La termografia è una tecnica non distruttiva che misura la radiazione infrarossa emessa da un corpo determinandone la temperatura superficiale.

La termografia può essere utilizzata sia in campo edilizio che industriale e nell’ambito dei Beni Culturali ci permette di individuare quali siano le patologie di degrado dei monumenti, attraverso la restituzione di una mappatura termica.

LA TERMOGRAFIA PASSIVA APPLICATA AI BENI CULTURALI

La tecnica più comunemente utilizzata sui Beni Culturali è la termografia passiva che ci permette di rilevare l’energia emessa da una muratura, da un dipinto su tela o tavola, ecc., senza fornire a quest’ultimo alcuna sollecitazione termica; l’energia emessa viene rilevata nelle condizioni stazionarie dell’opera stessa, cioè in equilibrio termico. La presenza di acqua nelle murature è molto frequente nelle chiese e nelle costruzioni in generale e può presentarsi sotto diverse forme: condensazione, risalita, capillare e per infiltrazione.

Com'è possibile individuare la presenza di acqua nella muratura?

L’acqua presente nella muratura, in superficie effettua un passaggio di stato, evapora; quindi con la termocamera è possibile individuare tale passaggio di stato da liquido a gassoso, perché questo fenomeno causa una sottrazione di temperatura. Attraverso l’indagine termografica possiamo rilevare zone con differenti temperature, soggette quindi ad evaporazione.

Nella foto IR, le zone più chiare presenti all’interno del quadrante centrale, evidenziano dei distacchi di intonaco.

Indagini termografice effettuate su una Domus romana II sec. d. C.

SINOPE srls

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